Imposta Pubblicitaria sulle Insegne: Cosa c’è da Sapere

Vi consigliamo da subito di verificare questi due elementi:

  • Se la tipologia di pubblicità che voglio fare è consentita nel comune dove voglio usarla;
  • Se viene applicata un’imposta come viene calcolata e applicata dal singolo comune anche perchè potrebbero essere previste delle forme di agevolazioni fiscali.

Sono considerate pubblicità, e pertanto soggette alla relativa imposta, tutte le forme di pubblicizzazione di negozi, esercizi pubblici, locali ecc. che vengono realizzate in forma fissa, in particolare, per esempio: targhe, scritte, tende reclamizzanti, cartelli anche all’interno dei locali aperti al pubblico.

L’imposta sulla pubblicità si determina in base alla superficie della minima figura piana geometrica in cui è circoscritto il mezzo pubblicitario. Il minimo tassabile è un metro quadrato e le frazioni di esso vengono arrotondate al mezzo metro quadrato successivo.

E’ prevista la pubblicità di carattere temporaneo che può avere una durata massima di tre mesi (es.: locandine, striscioni, ecc.). Sono altresì da assoggettare ad imposta: le proiezioni luminose, gli striscioni, gli aeromobili e la pubblicità sonora.

L’imposta comunale sulla pubblicità non è dovuta:

  • per le insegne e la pubblicità di dimensione inferiore a 300 cm quadrati (che equivale a circa mezzo foglio di carta formato A4);
  • per le insegne di esercizio delle attività commerciali e di produzione di beni o servizi che contraddistinguono la sede ove si svolge l’attività cui si riferiscono, per la superficie complessiva fino a 5 metri quadrati;
  • Per le insegne di esercizio di superficie complessiva inferiore ai 5 metri quadrati. In caso di superficie maggiore, l’imposta è dovuta per l’intera superficie.

Volete saperne di più?
Contattateci per una consulenza